Nasce Le Cri, la nuova fragranza di Parfum d’Empire, intervista a Marc-Antoine Corticchiato

In rottura con la scrittura densa e strutturata di Marc-Antoine Corticchiato, profumiere e titolare del marchio Parfum d’Empire, un soffio radioso, cristallino, assolutamente inedito pervade la sua nuova creazione. Questa incarna tutta la raffinatezza del profumo, grazie al modo in cui esalta le materie prime utilizzate, ricercate ed autentiche. Il suo nome è Le Cri, un “grido” che si trasforma in un canto radioso.

Proprio con Le Cri, la conquista del mondo olfattivo da parte di Marc-Antoine Corticchiato continua. L’idea che ha ispirato il profumiere, nel corso dei suoi tre anni di intenso lavoro, è stata quella di portare il lusso alla luce (dal latino “lux”), al suo significato originario. Abbagliante ed esaltante come la nascita di un nuovo giorno, il grido di Le Cri è una richiesta di rinascita. Una rosa vestita della setosità dell’ambretta e dell’iris, delicatamente riposta su un fondo chypré elegante.  Nell’ombra di queste note luminose, una base leggermente legnosa accarezza la pelle, trasformando Le Cri in una radiosa armonia.

Di seguito l’intervista esclusiva a Marc-Antoine Corticchiato, creatore di questa nuova e rivoluzionaria fragranza.

Questo profumo tratta il tema della luce, una ricerca legata al senso primario del termine “lux”. Questa ricerca di luce, nella sua espressione olfattiva, da quanto tempo ti ossessiona?

Sono già 3 anni che lavoro alla creazione di questa fragranza. Nel corso di tutto questo tempo, molte idee hanno affollato la mia mente, tante sono state accantonate fino ad arrivare al desiderato equilibrio tra le parti, in grado di trasmettere veramente la mia ispirazione: la luce, la rinascita, la nascita di un nuovo giorno. Non rinnego assolutamente il mio stile barocco, ma avevo voglia di “ritrascrivere” un sentimento personale, di esprimere una fase della mia vita che mi spinge verso una maggiore trasparenza. Il mio, è un vero e proprio desiderio di ambire ad una creazione più raffinata, meno “tormentata”, più serena, uscendo così dall’ombra per andare verso la luce.

Questa novità esprime dunque la ricerca della luce. Hai scelto di lavorare su una rosa “Chyprée”, avvolta in una texture polverosa, iridescente e setosa (Ambretta e iris) per offrire una resa cristallina, lontano dalle limitazioni delle note classiche o delle note agrumate e floreali che si associano volentieri a questa idea di luce e alla sua trasparenza. Da dove nasce questa ispirazione olfattiva?  

Le Cri di Parfum D'EmpireE’ l’incontro delle due cose. Da una parte, la ricerca di luce e purezza, dall’altra il mio forte desiderio di lavorare sull’ambretta, vista la mia grande passione per le note naturali. Lungi da me l’idea di biasimare la sintesi, non è questo il mio scopo, ma trovo che “il naturale” trasmetta un’autentica vibrazione sulla pelle. In particolare, questa novità avrebbe dovuto “vibrare” attraverso la luce.

Gli odori, le materie prime utilizzate, evocano emozioni specifiche che variano da persona a persona.  Nel mio immaginario, l’ambretta rilascia un certo candore luminoso, una “sottile” eleganza, dalla sfaccettatura “eau de vie” (acquavite). Ed è proprio qui che le mie origini corse vengono alla luce. La scelta dei materiali quale l’iris o l’ambretta, però, racconta molto di più: la volontà di porsi contro corrente alle tendenze attuali, in una sorta “d’anti-bling”, diversamente ai sempiterni “ouds” che saturano il mercato.

Per quanto riguarda la scelta del chypre, questa ha un valore inestimabile per me: quintessenza del profumo, eleganza, vera ricchezza olfattiva racchiuse in un’unica famiglia olfattiva. Lavorare su questo nuovo accordo, alleggerito del suo lato “ampolloso”, è risultato così molto interessante. Per far sì che tutto ciò potesse accadere, ho giocato con materiali quali: i cuori di patchouli, il vetiver, che portano più chiarezza alla composizione. Ho anche introdotto nuove materie prime con un effetto verde, terroso, di sottobosco, che richiama il muschio di quercia. Il mio intento? Epurare, rendendo tutto più “luminoso”.

Il profumo emana un soffio radioso, etereo, ma nel fondo della fragranza si ritrova un effetto carnale, con svariate texture. Tutto ciò caratterizza la tua scrittura.

Assolutamente. Il mio obiettivo in effetti era quello di evolvere verso qualcosa di diverso, pur mantenendo la mia firma, di contro allo stile carico e barocco che mi ha sempre contraddistinto. Ho brancolato a lungo nel buio prima di arrivare ad un buon equilibrio. Nonostante le scadenze incombenti, non avevo nessuna intenzione di fermarmi fino a quando non fossi stato soddisfatto del risultato.

Paradossalmente, proprio io che cercavo una certa semplicità in termini di formula, a causa delle materie prime utilizzate, alla fine ho dovuto adoperare quella più costosa. Ma questo non importa. Quello che conta è il risultato. In effetti, ritroviamo una struttura ricca di texture, carnale, in quanto penso che un profumo debba essere sensuale, altrimenti non si può parlare di un vero profumo. Senza quel brivido, quella sensualità, ci si annoia e tutto risulta privo di emozioni. Ed è per questo motivo che ho dato corpo alla purezza cristallina del profumo dalla dimensione passionale, viva, che ritroviamo nel fondo ricco e chypre di questa fragranza.

Rimanendo in tema di attualità, hai altri progetti in arrivo diversi da Parfum d’Empire, ad esempio?

Quest’anno svilupperò diversi progetti, differenti fra loro ma altrettanto entusiasmanti. Alcuni di questi non mi è ancora possibile renderli pubblici.

Tuttavia posso tranquillamente parlarvi del mio lavoro per la Parfumerie Moderne, dove è appena uscita la nuova creazione Belles Rives, un profumo muschiato, “luminescente” e legnoso. Inoltre, sono stato ispirato da Roberto Greco nel contesto della sua esposizione “Oeillères” (paraocchi), un’esperienza visiva e olfattiva di grande espressività, intuizione e personalità, dove le fotografie di Roberto Greco trovano piena espressione grazie all’uso della ginestra ed altri elementi. Questo progetto mescola fotografie di fiori e di corpi, così come un’“objet parfumant”, per il quale ho creato il profumo Oeillères, una nota vegetale e animale, all’assoluto di camomilla, fieno, narciso, cumino, “genet” e styrax “pyrogenico”. E’ sempre interessante confrontarsi con progetti di altre maison, dove Parfum d’Empire ha la possibilità di “mostrarsi” come un territorio di espressione e di conquista molto più personale.

Puoi trovare LE CRI  su www.finmark.it/prodotto/le-cri/

Carolina Beauty Consultant

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