Contesto
Ogni grosso cambiamento che ha caratterizzato la storia dell’uomo ne ha influenzato tutti gli aspetti della vita. Così il XV secolo, con i suoi fermenti innovativi ha portato profondi mutamenti negli aspetti sociali, economici e mentali del periodo in esame.
E allora le nuove scoperte geografiche, il consolidamento della rivoluzione commerciale con il conseguente aumento della circolazione del denaro, l’avvento del capitalismo, la nascita di nuove banche, le innovazioni tecnologiche, vedono disegnarsi una nuova struttura sociale che contrappone la borghesia alla nobiltà, dove la prima assurge ad un ruolo paritario rispetto alla seconda grazie all’accumulo di capitali, frutto del proprio lavoro e non di un diritto acquisito dalla nascita. Ed in questo contesto anche l’arte subisce l’influenza del momento storico.
Infatti dopo secoli di arretramento culturale e di lentissimo recupero civile, un nuovo movimento culturale sorto in Italia e propagatosi tutta l’Europa, l’Umanesimo, propugna un rinnovamento della cultura basato su una maggior conoscenza del mondo classico greco-latino.
In questo quadro storico l’arte fiamminga muove i suoi passi nelle regioni meridionali dei Paesi Bassi e settentrionali dell’attuale Belgio facendo divenire protagonista delle proprie rappresentazioni artistiche le natura che viene rappresentata ponendo attenzione a tutte le sue particolarità, in cui l’uomo è un aspetto essenziale, ma non predominante e dove, infine, la luce diviene il fattore principale e unificante della visione.
Ed è con Jan Van Eyck (ca. 1390-1441) che l’arte fiamminga si afferma nei suoi caratteri essenziali.
Nel 1434 dipinge il famoso quadro “Il Ritratto degli Arnolfini” che come una icona del secolo in questione, riassume lo spirito e l’ideologia del tempo concentrando in una sola opera pittorica l’unicità e, allo stesso tempo, la ricchezza del periodo.


